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Caro Marco,
ti scrivo dal profondo del mare,
nascosto dentro un giardino di corallo
a riparo dagli squali,
ma invisibile per le sirene.
Quando ne ho voglia,
alzo gli occhi e guardo il sole
attraverso un milione
di miliardi
di metri cubi d’acqua,
e finalmente
non mi bruciano più gli occhi.Marta sui tubi, “Perchè non pesi niente”