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Volevo tirare il filo, disfare la sciarpa del mio silenzio e ricominciare daccapo, invece dicevo ‘io’. so di non essere l’unico malato di questa malattia, sentite i vecchi in strada, alcuni gemono ‘i-o i-o i-o’, ma si aggrappano, alcuni, alla loro ultima parola, dicono ‘io’ perchè sono disperati, non è un lamento ma una preghiera, e poi persi anche ‘io’ e il mio silenzio fu completo.
Jonathan Safran Foer, “Molto forte, incredibilmente vicino”-
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